Mobilità, telefonia e comportamenti. Un nuovo metodo di analisi

Un'analisi dei comportamenti dei cittadini utile come confronto con i dati che raccolti durante e nel post lockdown Covid-19

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L’emergenza legata alla diffusione planetaria del Covid-19 porta con sé, oltre alla drammatica escalation di vittime e contagi, anche una serie di ripercussioni sul sistema produttivo ed economico dei Paesi coinvolti nella pandemia.

In questa situazione anomala, di isolamento e confinamento delle persone all’interno delle proprie abitazioni, di fermo di gran parte delle attività produttive e commerciali e di drastica diminuzione degli spostamenti di cittadini e merci, la ricerca può fornire interessanti spunti di riflessione su dinamiche, andamenti e trend.

RSE ha da tempo avviato una serie di attività di ricerca dove sono analizzati e studiati i comportamenti e gli atteggiamenti dei cittadini rispetto ad alcuni parametri come il consumo energetico, l’efficientamento – domestico e industriale -, i sistemi della mobilità pubblica e privata. Lo scopo è fornire mappature e stati dell’arte che consentono la definizione di scenari sul medio e lungo termini utili agli operatori del settore energetico e della mobilità e ai decisori, chiamati a indirizzare, con le loro politiche, il mercato, i servizi e i comportamenti della popolazione.

Fra queste trovano particolare interesse, le attività connesse all’analisi dei dati resi disponibili, nel completo rispetto delle normative sulla privacy e per soli fini statistici, dagli operatori delle telefonia mobile. La diffusione capillare di strumenti come smartphone e tablet mette a disposizione diverse informazioni legate alla posizione nel tempo di tali dispositivi, campionati in modo molto frequente per accedere ai diversi servizi offerti dai quali è possibile costituire, ad esempio, una base di dati ricca e dettagliata sui comportamenti di mobilità delle persone.

In particolare il gruppo efficienza energetica di RSE ha già utilizzato queste informazioni per ricostruire la domanda di mobilità urbana nella area metropolitana di Milano, in quella di Parma e sull’intero territorio nazionale per gli spostamenti a lungo raggio. I dati sono profilati, per genere ed età, per spostamenti in un giorno tipo: feriale e festivo. L’inserimento dei dati delle mappe in modelli trasportistici, che descrivono l’offerta di trasporto, consente di individuare possibili proposte e soluzioni per migliorare e razionalizzare l’offerta di mobilità sostenibile alternative alla situazione attuale.

I risultati ottenuti, su dati del 2018, nell’area di Milano, consentono oggi di avere una fotografia, reale e dettagliata, di una situazione tipo che potrà essere confrontata, a breve, con i medesimi valori rilevati in questo periodo “anomalo” di stop pressoché totale degli spostamenti di persone, veicoli e mezzi.

Fra i risultati più interessanti e utili per questo confronto vi sono le informazioni sulla mobilità concatenata, cioè riferita agli spostamenti effettuati da persone non residenti né nella zona di origine né nella zona di destinazione, ad esempio invece del classico tragitto casa – lavoro una catena casa – accompagnamento – lavoro – casa per un padre che accompagna un figlio a scuola distinguendo gli spostamenti per le diverse fasce biorarie e per le tre tipologie di giorno (feriale, sabato e domenica). I risultati sono presentati come rapporto percentuale tra gli spostamenti concatenati e quelli totali, riferiti all’intera area nazionale.

Sono espressi i valori percentuali di tale rapporto in funzione della fascia bioraria per i tre giorni tipo e riferiti all’intera area di studio, considerando gli spostamenti aggregati spazialmente sia per origine (O) che per destinazione (D).

Come si vede dall’immagine sottostante la mobilità concatenata è innanzitutto un fenomeno più presente durante i giorni feriali, dove alla mobilità sistematica (casa – lavoro) si aggiunge spesso anche una mobilità occasionale. Il picco è maggiormente presente intorno alle ore del mezzogiorno e può riguardare, sia la cosiddetta pausa pranzo, sia la mobilità di chi esaurisce gli spostamenti sistematici intorno a quell’ora (si pensi sia agli studenti che a chi lavora part-time). Inoltre si osserva che la maggior concentrazione di spostamenti concatenati avviene nelle aree centrali di Milano probabilmente per la maggiore concentrazioni di aree attrattive nel centro cittadino, soprattutto per motivazioni non riconducibili a spostamenti sistematici.

Per le giornate di sabato e di domenica, in cui la gestione della “vita quotidiana” assume ritmi diversi da quella delle settimana lavorativa, invece, l’andamento dei valori non risulta così ben definito; durante il giorno le variazioni sono minime attestandosi tra il 22% e il 32% con lievi massimi nelle ore notturne (fasce biorarie 1 e 12).

Quota di spostamenti concatenati per origine (O) e per destinazione (D) per tipo di giorno e per fascia bioraria:
(WD = 1) = giorno feriale, (WD = 2) = sabato (WD = 3) = domenica

Obiettivo delle future ricerche è quindi quello di comprendere l’evoluzione dei flussi degli spostamenti durante un evento critico, come si sono distribuiti, come si è modificata la richiesta di trasporto pubblico. I dati già ottenuti potranno altresì essere mesi a disposizione per stabilire, soprattutto nella fase di ripresa e di ritorno progressivo verso la normalità, come procedere con la riattivazione di servizi, su quali zone concentrare attenzione e maggior controllo per evitare il rischio di nuovi contagi e su come rimodulare l’offerta energetica e di moblità pubblica alla luce dei cambiamenti sociale e comportamentali nel frattempo intervenuti.

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