La Povertà Energetica in Italia: il secondo rapporto dell’OIPE

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Il 10 dicembre è stato presentato il secondo rapporto sullo stato della povertà energetica in Italia, preparato dal collettivo di ricercatori afferenti all’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE), di cui RSE fa parte.

Dopo un’apertura dei lavori da parte dei “padroni di casa” del Centro Studi Levi-Cases (Università di Padova), il rapporto è stato introdotto, presentando alcuni “highlights”, da Luciano Lavecchia, di Banca d’Italia.
A seguire, Andrea Brandolini (Banca d’Italia) ha presentato un confronto tra i dati relativi alla povertà energetica e alla povertà assoluta, Marine Cornelis (Next Energy Consumer) ha approfondito il tema delle politiche europee, in particolare del Green Deal, ed infine Roberto Malaman (ARERA) ha parlato delle misure di contrasto in Italia.

Dopo un acceso dibattito, in cui si sono toccati vari punti relativi agli sviluppi futuri dello studio sulla povertà energetica, tra cui la possibilità di sfruttare le politiche sulle Comunità Energetiche per sollevare gli utenti vulnerabili dai costi dell’energia da rete e allo stesso tempo offrire loro abitazioni più efficienti, l’evento è stato concluso da Ivan Faiella (Banca d’Italia).

Lo scopo del rapporto è un’analisi ad ampio spettro del fenomeno della povertà energetica. Il rapporto è diviso in due sezioni: la prima affronta il problema delle misurazioni, declinato al plurale proprio per comprendere le differenti definizioni e la molteplicità di indicatori, mentre la seconda approfondisce l’aspetto delle policy, con il supporto di esempi di progetti pilota. Nelle due parti, sono sviluppati approfondimenti su varie tematiche correlate alla povertà energetica:

  • Come affinare la definizione di povertà energetica e quali indicatori usare;
  • Come valutare la correlazione tra povertà energetica ed altri fattori quali la necessità di raffrescamento e la mobilità;
  • Come misurare l’incidenza del fenomeno su alcune fasce di popolazione, ad esempio gli anziani e gli immigrati;
  • Come approcciare il problema da un punto di vista comportamentale;
  • Quali possano essere le politiche più adatte per il contrasto alla povertà energetica.

Nell’ambito del rapporto, RSE si è occupata dell’approfondimento relativo a povertà energetica e raffrescamento: a causa dei cambiamenti climatici, infatti, sono previsti un aumento della temperatura media ed un incremento di eventi meteorologici estremi (ondate di caldo e di freddo), che possono avere gravi conseguenze sulla salute umana.

È quindi importante che il comfort nelle abitazioni sia garantito tutto l’anno, sia con adeguati sistemi di riscaldamento che con moderni sistemi di raffrescamento.
Se, per il riscaldamento, un’importante voce di costo è rappresentata dal costo del vettore energetico (quasi sempre gas naturale), per il raffrescamento, il costo dell’energia elettrica per ottenere un minimo comfort (26°C) non è una barriera all’accesso.
I problemi, per un nucleo familiare vulnerabile, sono rappresentati principalmente dai costi di installazione e manutenzione dell’impianto, dato che un’ampia percentuale di famiglie (64%) ne è ancora sprovvista.
Diventa quindi fondamentale valutare quale sia l’impatto della necessità di climatizzazione estiva sulle spese delle famiglie e di quanto si aggravi il problema della povertà energetica considerando la necessità di tali impianti.


I risultati di sintesi sono riportati nel sopra citato rapporto OIPE, quelli estesi verranno presentati nei rapporti di Ricerca di Sistema Elettrico di RSE.

Il rapporto è scaricabile integralmente al link: http://oipeosservatorio.it/wp-content/uploads/2020/12/rapporto2020.pdf

Per approfondimenti: povertaenergetica@rse-web.it

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